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LA DIAGNOSI DELLA MALATTIA DI PARKINSON E PARKINSONISMI

 

La malattia di Parkinson è una malattia neurologica comune : la sua prevalenza nei paesi industrializzati è di circa lo 0.3% (3 pazienti su 1000) nella popolazione generale e aumenta fino all'1% nelle persone oltre i 60 anni di età e fino al 4% della popolazione sopra gli 80 anni di età. L'età media di insorgenza è circa 60 anni, anche se il 5-10% dei casi iniziano tra i 20 e i 50 anni. I sintomi cardinali della malattia sono la bradicinesia (lentezza e faticabilità dei movimenti), la rigidità muscolare e il tremore . Mentre bradicinesia e rigidità sono immancabilmente presenti (anche se assenti all'esordio , emergono nell'evoluzione della malattia), il tremore si manifesta solo in una parte dei pazienti . A questi disturbi possono associarsi anomalie del cammino , della postura e dell'equilibrio, che possono comparire più o meno precocemente nella progressione della patologia.
Sebbene i disturbi del movimento costituiscano l'elemento più evidente della malattia di Parkinson, la patologia può compromettere anche altre funzioni del sistema nervoso centrale (p.es: i processi cognitivi , il comportamento, l'umore , il riposo notturno ) e del sistema nervoso autonomo (controllo della pressione arteriosa e del battito cardiaco, controllo della minzione e dei movimenti intestinali, salivazione, sudorazione, percezione e elaborazione del dolore). L'alterazione di una di queste funzioni, o l'interessamento parallelo di più sistemi può comportare l'insorgenza dei cosiddetti sintomi non motori.
Altre patologie del sistema nervoso, chiamate Parkinsonismi atipici, come l'atrofia multisistemica (MSA) , la paralisi sopranucleare progressiva (PSP) ,la sindrome cortico-basale (CBD) e la malattia da corpi di Lewy (LBD).Queste patologie presentano sintomi simili a quelli della malattia di Parkinson, ma se ne discostano nelle modalità di presentazione e nell'evoluzione clinica. In particolare, nei parkinsonismi atipici si può riscontrare una comparsa più precoce e una evoluzione più rapida di alcuni disturbi motori (alterazioni del cammino, dell'equilibrio e della postura) e non motori (ipotensione, disturbi urinari o deficit cognitivi) che nella malattia di Parkinson compaiono più tardivamente. Infine, alcuni pazienti presentano dei disturbi del movimento secondari ad altre patologie (p.es idrocefalo normoteso, cerebropatia vascolare, intossicazione da metalli pesanti) o vengono prodotti dall'utilizzo cronico di determinati farmaci.

PERCORSO DIAGNOSTICO
La diagnosi differenziale tra malattia di Parkinson e Parkinsonismi è di notevole importanza per la definizione del percorso terapeutico più idoneo ad ogni patologia. Il percorso diagnostico prevede la valutazione dei sintomi motori e non motori, attraverso test farmacologici e clinici. Ove necessario, viene eseguita una valutazione specifica dei disturbi cognitivi e comportamentali, una valutazione dell'eloquio e la deglutizione. Per un inquadramento esaustivo , ai test clinici si associano esami strumentali , come la risonanza magnetica, l'elettroencefalogramma e lo studio del sistema vegetativo cardiovascolare. Per garantire una presa in carico globale di ciascun paziente, viene inoltre studiato lo stato di salute generale, attraverso esami di laboratorio ed elettrocardiogramma e vengono svolti gli approfondimenti necessari in merito ad eventuali patologie associate, avvalendosi anche della consulenza degli specialisti operanti nella struttura ( Cardiologo, Fisiatra , Psichiatra, Nutrizionista).
Vengono inoltre analizzati lo stato metabolico e i principali markers di stress ossidativo, uno dei principali meccanismi implicati nell'evoluzione della malattia di Parkinson e dei Parkinsonismi. Le valutazioni effettuate permettono di instaurare una terapia personalizzata, adatta alle esigenze del singolo individuo.



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